Pubblicazione e criteri di edizione dei documenti

Tutto ciò non era però sufficiente per Filangieri, che pensò bene di avviare l’edizione almeno della serie principale, ovvero quella dei Registri. Grazie all’immediato appoggio fornito dall’Accademia Pontaniana, su proposta di Benedetto Croce e Fausto Nicolini nella tornata del 10 febbraio 1949 fu deciso, per acclamazione, di varare una collana di «Testi e documenti di storia napoletana», in cui pubblicare i registri ricostruiti. Nel 1950 apparve così, per le cure dello stesso Filangieri, il primo volume de I registri della cancelleria angioina ricostruiti da Riccardo Filangieri con la collaborazione degli archivisti napoletani, relativo agli anni 1265-1269, nel quale vennero ricostruiti i primi sette registri della cancelleria di Carlo I.

I registri sono ricostruiti non come erano in Archivio al momento della distruzione, ma come erano stati prodotti nel Medio Evo: gli atti raccolti, perciò, vengono pubblicati non per numero di registro perduto e di carta, ma per titolo e ciascun titolo per indizione, così come nell’Elenchus de registris del 1284 appaiono i primi 91 registri di Carlo I. Questa ricostruzione storica si basa sul controllo incrociato degli antichi inventari dei secoli XVI e XVII, dell’Inventario cronologico-sistematico di Bartolommeo Capasso (1894) e dei vari repertori superstiti. Ogni registro, che ha una numerazione progressiva propria a numeri romani, indipendente da quella araba delle unità archivistiche distrutte nel 1943, è introdotto dalla descrizione della tradizione archivistica e dallo schema di ricostruzione; i singoli atti recuperati sono editi con il solo corredo delle fonti utilizzate, mentre è nell’indice analitico, che vengono identificati i luoghi e i personaggi citati nelle fonti. Tra il 1950 e il 2010 in cinquanta volumi pubblicati dall’Accademia pontaniana, ripartiti in cinquantadue tomi, sono stati ricostruiti complessivamente 194 registri, per un arco cronologico che va dal 1265 al 1295.

Oltre ai Registri della Cancelleria Angioina, altre iniziative editoriali sempre promosse dall’Accademia Pontaniana e confluite nella collana di «Testi e documenti di storia napoletana», furono intraprese negli anni successivi per ricostruire ciò che si era perduto. Nel 1995, Biagio Ferrante ha iniziato la serie dei Fascicoli della Cancelleria Angioina, di cui si conservano in Archivio alcuni frammenti originali, partendo dagli studi di Jole Mazzoleni e ricostruendoli con lo stesso metodo adottato per i Registri grazie ai repertori di Vincenti e Sicola, oltre che dalla tradizione documentaria indiretta.



Ultimo aggiornamento: 08/06/2026