Patrimonio librario
Storia della Biblioteca
La raccolta libraria da cui ha avuto origine la Biblioteca dell’Archivio di Stato di Napoli nacque come supporto agli studenti della Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, attivata presso il Grande Archivio del Regno sin dalla sua fondazione, nel 1811.
Al direttore di allora, Michele De Dominicis, si deve l’acquisto del primo nucleo di opere a stampa, una piccola raccolta di materiale specialistico, costituita da opere di argomento prevalentemente storico, paleografico e araldico-genealogico, con particolare attenzione alla storia di Napoli e del Regno.
Fu poi ampliata ed arricchita nel corso del tempo grazie all’intervento di Soprintendenti lungimiranti, quali Antonio Spinelli (1795 – 1884) e Angelo Granito di Belmonte (1812 – 1861). Proprio ad Antonio Spinelli è legato l’acquisto, nel 1848, del pregiato Codice di Santa Marta, conservato oggi nell’Istituto con collocazione Ms. 11. Granito di Belmonte si dedicò invece all’acquisizione di rarità bibliografiche relative alla storia patria.
Il nucleo originario dell’Istituto riguardava manoscritti, incunaboli, cinquecentine e seicentine di vario formato, provenienti principalmente dalle tipografie di Venezia, Napoli e Parigi. Non pare, invece, fossero presenti volumi del preesistente monastero dei SS. Severino e Sossio, in cui l’Archivio, con annessa Biblioteca, fu trasferito nel 18452.
Alla fine del 1850, su richiesta del Ministero della Pubblica Istruzione, viene stilato il primo catalogo manoscritto, in cui figurano circa 540 opere.
1 A. Pizzo e G. Masturzo (a cura di), Il libro barocco : le edizioni napoletane del Seicento nella biblioteca dell'Archivio di Stato di Napoli. VIII settimana della Cultura 2006 (Archivio di Stato di Napoli, Sala Catasti, 4 aprile 2006), Catalogo della mostra, Napoli, 2008, p. 11.
2 Archivio di Stato di Napoli, Per la storia del grande archivio, Napoli, 1997, p. 50.
Ultimo aggiornamento: 18/05/2026
