Pizzofalcone

Sede di Pizzofalcone

Situata sulla rocciosa altura del monte Echia, nota anche come collina di Pizzofalcone, alle spalle di piazza del Plebiscito, la sede distaccata dell’Archivio di Stato di Napoli occupa un luogo di straordinario valore storico e paesaggistico. Da qui lo sguardo abbraccia un ampio panorama: dalla costa sorrentina a Mergellina fino a Capo Posillipo, con una vista privilegiata sul Castel dell’Ovo. L’area fu valorizzata fin dall’epoca romana, quando il console Lucio Licinio Lucullo vi fece costruire una sontuosa villa circondata da giardini, piscine e coltivazioni pregiate, estesa fino all’isolotto di Megaride. Trasformata successivamente in fortezza — il celebre castrum lucullanum — la struttura ospitò nel 476 d.C. l’ultimo imperatore romano d’Occidente, Romolo Augustolo, esiliato da Odoacre. Tra il 492 e il 496 d.C. accolse anche le spoglie di san Severino. Sulla collina sorse poi un cenobio di monaci basiliani, attivo fino al IX secolo, quando l’area fu abbandonata per il rischio di incursioni saracene. Le reliquie del santo furono trasferite nel centro antico di Napoli, dove nacque il monastero dei Santi Severino e Sossio, oggi sede principale dell’Archivio di Stato. L’urbanizzazione della zona iniziò nel XVI secolo.

Nel 1509 Andrea Carafa acquistò il terreno e vi costruì una villa imponente, con caratteristiche quasi fortificate, circondata da giardini e fontane. Nel corso del tempo la proprietà passò ai Loffredo, marchesi di Trevico, che ampliarono e arricchirono l’edificio.

Nel Seicento, dopo la rivolta di Masaniello, la villa fu espropriata dal viceré e trasformata in caserma militare, subendo gravi danni.

A partire dal 1808, in età napoleonica, il complesso divenne sede del deposito di guerra, della biblioteca militare e del Reale Officio Topografico, costituendo un importante centro per la produzione cartografica del Regno di Napoli e, successivamente, del Regno delle Due Sicilie.

Dopo l’Unità d’Italia, l’istituzione fu riorganizzata e integrata nelle strutture del nuovo Stato. Nel 1885 i locali furono assegnati all’Archivio di Stato di Napoli, su iniziativa del direttore Bartolommeo Capasso, che vi concentrò la documentazione di carattere militare. Oggi la sede di Pizzofalcone conserva un ricco patrimonio di fondi archivistici, di natura civile. Tra i nuclei più rilevanti si segnalano la seconda copia degli atti dello Stato Civile del Tribunale di Napoli che insieme alla documentazione dei Distretti militari di Napoli, Aversa e Nola, rappresentano la base per le ricerche anagrafiche e genealogiche, l’archivio dell’ingegnere napoletano “Luigi Cosenza”, il fondo dell’ex Istituto di rieducazione per minori “Gaetano Filangieri” e l’archivio dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario femminile di Pozzuoli.



Ultimo aggiornamento: 04/08/2026